Le Formule

I prodotti cosmetici hanno funzione estetica ed eutrofica (ovvero di “buon nutrimento”) nei confronti della pelle, per questo motivo abbiamo studiato attentamente la composizione delle nostre FORMULE:

  • oltre il 92% di ingredienti di origine naturale; 
  • estratti, olii essenziali e burri naturali e biologici: gli attivi funzionali principali derivano da agricoltura biologica, da coltivazioni certificate;
  • tutte le formule sono dermatologicamente testate;
  • 100% Made in Italy;
  • tutti i prodotti sono certificati VEGAN OK: è la garanzia che ogni prodotto non contiene alcun componente di origine animale e non ha quindi comportato per la sua reperibilità alcun sfruttamento e uccisione dello stesso. L’intento è quello di diffondere una cultura di rispetto della vita e dell’ambiente;
  • utilizzo di acqua Informatizzata nella composizione delle formule.

Abbiamo inoltre tenuto conto del fatto che esistono degli ostacoli alla penetrazione delle sostanze attraverso la pelle, ponendo rimedio al problema. L’ostacolo più difficile da superare è costituito dallo strato corneo, cellule cheratinizzate che si comportano come una barriera difficilmente superabile dagli agenti esterni.

Per comprendere meglio di cosa stiamo parlando, riteniamo sia necessario fare una breve introduzione sulle caratteristiche anatomiche e fisiologiche della pelle.

La cute è l’organo più grande del corpo umano. La sua superficie è compresa fra 1,5-2 m2. lo spessore è variabile da 0,5 mm alle palpebre a 3-6 mm nelle regioni palmo-plantari.

Dalla superficie in profondità la cute è costituita da:

  • un epitelio: epidermide;
  • un tessuto connettivo: derma;
  • un tessuto adiposo sottocutaneo: ipoderma.

L’epidermide, a sua volta, viene divisa in 5 strati, dalla superficie in profondità troviamo: corneo, lucido, granuloso, spinoso, basale.

Ai fini del mantenimento delle proprietà fisiologiche della barriera cutanea è essenziale far sì che lo strato corneo mantenga una corretta e costante idratazione. Lo strato corneo è formato da due compartimenti: uno cellulare, i corneociti, e uno extracellulare ricco di lipidi che riempiono gli spazi esistenti tra una cellula e l’altra.

I corneociti sono cellule anucleate, povere di acqua: nello strato corneo l’acqua rappresenta soltanto il 15% del peso cellulare, mentre nell’epidermide sottostante tale percentuale raggiunge il 70%. Pur essendo basso, il contenuto idrico dei corneociti, lo ripetiamo, deve rimanere costante al fine di mantenere la flessibilità cellulare, nonché l’attività enzimatica. Il contenuto di acqua dei corneociti è influenzato dall’umidità e dalla temperatura ambientali. La bassissima permeabilità del corneo all’acqua e in generale a sostanze idrosolubili è legata alla matrice extracellulare intercorneocitaria costituita da lipidi (provengono dai corpi lamellari di Odland o cheratinosomi, organuli presenti nello strato granuloso dell’epidermide) organizzati in lamelle a doppio strato (ceramidi, colesterolo, acidi grassi a lunga catena), il cui compito principale è quello di prevenire la perdita d’acqua dai corneociti, oltre alla funzione di coesione per lo strato corneo e di regolamentazione del processo di assorbimento percutaneo.

La permeazione attraverso i vari strati della pelle, segue tre modalità: penetrazione tra le cellule (transcellulare); penetrazione attraverso le cellule (intercellulare); penetrazione attraverso i follicoli piliferi, le ghiandole sudoripare o sebacee, la via pilosebacea. Le sostanze lipidiche o sospese in lipidi vengono assorbite più velocemente e per lo più attraverso la via pilosebacea. La via transcellulare o transepidermica è seguita dalle sostanze non lipoidee.

Le ghiandole sebacee e il bulbo pilifero rappresentano la via di penetrazione più importante visto le dimensioni dell’ostio, le sostanze penetrano e raggiungono la ghiandola e alcune proseguono verso i tessuti. L’unico modo per far sì che questo avvenga è che la sostanza sia liposolubile, ovvero simile alle sostanze che produce la ghiandola.

Alla luce di quanto finora detto, è facile intuire il comportamento delle diverse sostanze:

  • acqua: non penetra ma “bagna” lo strato corneo per un periodo di tempo limitato;
  • siliconi, vaselina, paraffina: formano uno strato impermeabile sopra la cute, non la bagnano e non penetrano;
  • aminoacidi e vitamine idrosolubili: penetrano in piccola parte sia attraverso le ghiandole sia attraverso l’epidermide, una parte invece resta sulla superficie con funzione idratante e protettiva;
  • oli vegetali e vitamine liposolubili: gli oli penetrano in base al loro contenuto di acidi grassi insaturi e le vitamine penetrano più facilmente se sono veicolate dagli oli;
  • tensioattivi: penetrano in base alla loro struttura chimica e in base ai veicolanti, servono per indebolire la barriera cutanea favorendo il passaggio di altre sostanze;
  • solventi: penetrano in maniera diversa in base alla composizione chimica ma alcuni riescono ad arrivare in profondità;
  • oli essenziali: penetrano facilmente e funzionano come veicolanti favorendo la penetrazione di alcune altre sostanze;
  • idratanti e umettanti: bagnano lo strato corneo e hanno quindi azione idratante superficiale e protettiva.

Per tutti questi motivi abbiamo deciso di scegliere come ingrediente principale, cioè più abbondante, il Burro di Karitè, che è composto principalmente da una ricca miscela di acidi grassi, quali:
Acido oleico (39-68%); Acido stearico (22-50%); Acido linoleico (4-8%); Acido palmitico (3-12%); Acido arachico (0-3,5%); Acido alfa-linolenico (0-1,6%); Acido laurico (0-1,5%).
Altri acidi grassi rientranti nella composizione del burro di karité sono l’acido miristico, l’acido vaccenico, l’acido beenico, l’acido lignocerico e l’acido gadoleico.
Fra i componenti del burro di karité ritroviamo anche vitamine liposolubili ad azione antiossidante, la A, la E, anch’esse -per gli stessi motivi- in grado di penetrare negli strati più profondi.

La percentuale di acqua è notevolmente ridotta e si tratta di acqua sterile informatizzata secondo principi di fisica quantistica che agisce come un recettore, essendo in grado di ricevere le frequenze d’onda e di memorizzarle (memoria), e in seguito la stessa acqua agisce come trasmettitore, trasmettendo le frequenze delle onde memorizzate (informazione) e trasportando in questo modo un’informazione che ha effetti biologici di stimolo sull’attività metabolica cellulare, anche per semplice contatto epidermico.

Ci siamo serviti di pietre preziose (di cui sono note da tempo immemore in diverse culture le proprietà terapeutiche e la loro azione a livello emozionale e psicologico), ottenendo acque con informazioni elettromagnetiche o di campo proprie delle sostanze utilizzate, mediante il campo elettromagnetico emesso a ragione della loro struttura atomico-cristallina. L’obiettivo è quello di sfruttare l’applicazione della crema per avvalersi di tutte le informazioni in essa contenute.

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